Blueberry pancakes, Fink

7 mesi, Roma, Londra

  • Carte di credito, fedeltà, supermercati, fotocopie
    Ci siamo conosciuti a Roma. Io avevo una mezza idea di trasferirmi a Londra, lui a Los Angeles. Quando mi comunicò, mesi dopo, che valutava di andare a Londra anche lui, mi mostrai entusiasta. Non fosse che io rimasi poi incastrata per un lavoro a Roma, e lo raggiunsi un paio di mesi dopo, dandogli un cospicuo vantaggio su molti fronti (lingua, mappe, musei, affitti).
  • Le Victoria’s Secret
    Arrivo a Londra furiosa: lui, che non voleva venire a prendermi all’aeroporto (“Costa”, aveva argomentato), si era infine presentato con un mazzo di fiori (scoprì poi che erano di Tesco, ma vabbè). Nella sua stanza (mi avrebbe ospitato finché non avessi trovato casa), mi consegnò l’altro regalo: un tris di mutande Victoria’s Secret. La perfetta accoglienza di un malato di sesso qual era.
  • La maglietta dei Radiohead
    Ci siamo presentati a un concerto e conosciuti per bene una notte in chat su facebook, in cui ci scambiammo per ore e ore link youtube dei nostri brani preferiti. Mi stupì che avessimo gli stessi gusti “ricercati” (pensavo fosse amore invece era un hipster). Arrivò il concerto dei Radiohead, io avevo i biglietti, lui no. Smossi mari e monti per trovargliene uno, glielo regalai. E lui, incredibilmente, si entusiasmò.
  • Libri (books)
    Studiavo inglese, dovevo migliorare la grammatica e ovviamente i romanzi erano un aiuto. Lui m’incoraggiava, ma non si tratteneva dal correggermi con un sorrisetto di godimento, visto che invece il suo spelling e la sua pronuncia erano perfette, da serie tv americana. Sorry my love 💓
  • Il portachiavi a scimmia
    Me lo regalò mia sorella, ironizzando sull’aspetto di lui, mentre stavamo ancora insieme, a Roma. Lo comprò in Via del Corso e camminando per strada, dopo che lo spacchettai, disse: “Dai, dimmi se non è uguale a lui.” Adesso posso dirlo: sì, assomigliava davvero a una scimmia. Era una vera scimmia umana.
  • Qualcosa in più
    L’unica cosa per cui nutriva amore erano le proprie succulente ricettine vegane (il ragù vegano, santoddio). Tanto fece da contagiare anche me. Cucinare con lui era un incubo folle: “No, non così! La cipolla più fine! Il tofu in cubetti precisi!” Precisino ma non troppo: sebbene fossimo nella stessa città, mi lasciò via Whatsapp, non ricordo neppure per quale motivo. Rifiutai ogni successivo incontro (me ne chiese?)
  • Cosa vorresti dirgli?
    Grazie per avermi aiutato a formattare il mac.
  • Valuta il tuo partner: 1/5
  • Soundtrack:

Be the first to comment

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *