4 anni, Pisa

In the shadows, The Rasmus

4 anni, Pisa

 

  • Giocattolo ad acqua di quando ero piccola
    Veniva sempre a casa mia subito dopo che finivo le lezioni a scuola. Passava molto tempo con questo giochino e sembrava calmarlo quando era triste o disperato per qualcosa e piangeva e per un anno lo ha fatto ogni giorno, senza eccezione. Questo mi distraeva non poco e quindi ero sempre nervosa in quel periodo, con molti mal di pancia e problemi a scuola, non riuscendo a concentrarmi nello studio.
  • Due libriccini di Peter Coniglio
    In quel periodo ero fissata con le lepri, lui li aveva trovati in casa e non ci faceva niente, quindi decise di regalarmeli. Non ricordo esattamente quando accadde, ma sono piuttosto certa che non apprezzai particolarmente. Era un bel pensiero nel momento sbagliato, quando avevo problemi con la scuola perché rischiavo di essere bocciata. Mi sono ripromessa di non leggerli mai e, effettivamente, ancora non l’ho fatto.
  • Un pupazzetto di una lepre con un nastro di pizzo
    Un altro peluche che mi regalò. Un vecchio suo giocattolo che decise che non gli interessava. Non facevamo mai niente assieme ed ero veramente frustrata da questa situazione, quindi questo oggetto, una sorpresa inaspettata, mi ricorda che c’era qualcosa di buono, anche se la sua origine lo fa apparire quasi un tentativo di tenermi buona, alla luce del presente.
  • Un cappello con le orecchie da coniglio
    Ci eravamo lasciati da poco ma ci continuavamo a frequentare. Lui stava con un’altra ma continuava a fare il galletto con me. Sua madre gli cucì quel coso dei suoi colori preferiti, un accostamento che io non ho mai apprezzato. Lo ha lasciato a casa mia un giorno e decise di regalarmelo, non lo voleva più e l’ho tenuto io. Mai indossato, è rimasto chiuso dentro un armadio fino a oggi.
  • Una bottiglia vuota di The Verde
    Nell’ultimo periodo non voleva me ma la mia auto, così mi chiedeva di accompagnarlo in giro per pub. Una volta andammo in questo che si trovava a Livorno, vicino al mare, e mi resi conto di quel particolare. Ho tenuto una bottiglia con me con la scusa di voler ricordare la marca, ma è diventato un monito a non ripetere quell’errore in futuro, con la stessa persona o con altre.
  • Qualcosa in più
    Molti soldi prestati, dovetti obbligarlo a venire in vacanza con me pagando tutto fino all’ultimo centesimo. È stata una storia in cui ho dato tutto e in cui mi sono svuotata, ma ci sono stati dei bei momenti e un buffo pupazzo di neve in Piazza dei Miracoli a Pisa, quando nevicò. Un’esperienza che ha contribuito a farmi diventare quella che sono adesso, ma che non ripeterei per niente al mondo.
  • Cosa vorresti dirgli?
    (Sguardo colmo di risentimento)
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