Joy, Elisa

2 anni e 6 mesi, Palermo, Urbino, Perugia

  • Una valigia
    Era un giorno dispari di un autunno benevolo. Il Gate sbagliato di un aeroporto romano. Nascondevo il mio imbarazzo dietro un sorriso ostentato e tu eri bellissima. La valigia al seguito e la promessa di due giorni insieme. Un ascensore minuscolo in un b&b qualunque di periferia e noi due schiacciate l’una contro l’altra. La tua voce che dice: non baciarmi. Noi due dentro una stanza e la città fuori.
  • Freud
    Certe storie nascono sotto il segno astrale, la nostra sotto il segno di Freud. D’altronde è grazie alla psicologia se ci siamo conosciute. Le chiacchierate interminabili, le lezioni seguite insieme, gli esami che hai preparato tra un viaggio e l’altro per seguirmi. Quanti thè hai bevuto nella tazza con la sua faccia? E il travestimento per la tua prima laurea?
  • Bacchette giapponesi
    Non puoi immaginare quanto sushi ho consumato in quest’ultimo anno, da quando non ci sei. Talmente tanto da aver quasi prosciugato il conto corrente. Era uno dei nostri rituali: il sushi, la fetta di Sacher, Netflix, i thriller psicologici, le canzoni, quelle belle, quelle che poi metti St. Jude per svegliarti al mattino e nonostante ciò non smetti di amare quella canzone. E capire che parla di te.
  • Spilla Magritte
    In questi due anni, sempre con la valigia in mano. Avevo una valigia quando ci siamo conosciute, una quando abbiamo acquistato la spilla di Magritte a Bruxelles dopo aver visitato una sua mostra, una quando ci siamo salutate per l’ultima volta. A volte, quando ripenso alla nostra storia mi sembra di aver vissuto in un suo quadro. Puro surrealismo onirico. Tutto estremo: l’amore, l’illusione e la fine.
  • Un anello
    La storia di questo anello la conosci bene. Non avevamo programmato di acquistarlo. Eravamo a Rimini e una serie di coincidenze ci sorprendevano. Eravamo felici, vero? Un negozio col nome Joy, la possibilità di far incidere qualcosa. Nonostante i litigi, le differenze, il desiderio di stare insieme superava le distanze. Ricordo ancora con un sorriso la lanterna con i buoni propositi caduta in mare.
  • Qualcosa in più
    I due anni e mezzo trascorsi insieme sono stati bellissimi e difficili, costellati da grandi cambiamenti. Ho lasciato la mia vecchia vita e la mia regione per trovare il mio posto nel mondo. Il mio è stato un salto nel buio e in quella oscurità ho conosciuto meglio me stessa e anche la persona che amavo. Abbiamo convissuto, abbiamo progettato, abbiamo litigato, abbiamo condiviso, ci siamo date tanto reciprocamente. Poi la vita ci ha messo dinanzi ostacoli variopinti: immaturità? Dinamiche disfunzionali? La precarietà lavorativa che creava stress e paranoie?Paura? Così ci siamo trovate a essere all’improvviso due immagini imprevedibili, caleidoscopiche. Ha detto: è finita. Una sentenza senza alcun ritorno.
  • Cosa vorresti dirle?
    Ho scattato questa foto e deciso di inviare la mia scatola in un giorno per te speciale. Tra poco ti laurei e io non ci sarò. È strano immaginarti ma so che quel mondo dove tu cammini, dove ami e sorridi non mi appartiene più. Me lo hai sottratto e mai più restituito. I nostri silenzi sono fendenti ancora oggi e le tue parole riecheggiano come incubi. Non tutto può essere perdonato. Abbi cura di te.
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