Who’s that chick, David Guetta (feat. Rihanna)

Ventiquattro giorni, Roma

 

  • Le mutande
    Fine estate 2011. Discoteca all’aperto. Ero lì che bevevo il mio cocktail quando un’amica mi dà una gomitata, mi giro e sopra il cubo c’era uno dei ragazzi più belli che abbia mai visto, mi fissava. Addosso aveva solo queste. A fine serata me lo sono ritrovato vicino, al bar. Io ero convinto gli ricordassi qualcuno, invece mi ha chiesto il numero. Quando l’ho rivisto, le mutande me le ha regalate.

  • Il colore a olio
    Abbiamo passato tre giorni a mandarci messaggi, poi lui mi ha invitato a casa sua, quando sono arrivato l’ho trovato con le mani tutte rosse. Ho pensato: “uno così bello che mi corteggia, deve per forza essere un killer”. Invece aveva appena finito l’accademia di belle arti e stava preparando dei lavori per una mostra. (Erano cose orrende, mi piacerebbe rivederlo per poterglielo dire).


  • La calamita di Madrid
    Abbiamo passato due settimane incredibili, sempre insieme. Non faceva che ripetermi che uno come me non lo aveva mai conosciuto (Avevo già scoperto del problemino con l’alcool, ma mi piaceva guardare un uomo con tutti quegli addominali dirmi una cosa del genere). Un weekend mi regala questa calamita e mi propone una vacanza a Madrid. Io accetto, entusiasta. 8 giorni dopo mi ha lasciato.

  • La crema per il viso
    Era ossessionato da se stesso (probabilmente lo è ancora), una bellezza del genere era un dono ma chiaramente andava mantenuta, e aveva l’incubo di aver appena compiuto 30 anni. Aveva più prodotti cosmetici di un negozio (questa me l’aveva regalata perché la usavo la mattina dopo aver dormito da lui), prima di sua madre veniva la palestra e, soprattutto, fare un pasto insieme era un’angoscia.

  • La bottiglietta di vodka
    Dopo i primi tre giorni ho capito qual era la fregatura. Beveva continuamente. Aveva decine di bottigliette da mini bar che teneva ovunque, nello zaino, nella borsa della palestra, nella tasca della giacca. Lui diceva che fosse per essere più disinibito, perché la timidezza lo faceva sentire sempre fuori luogo. La verità di questa dipendenza non l’ho mai capita, ma sicuramente non era timido.

  • Qualcosa in più
    Ogni volta che mi rendo conto che non siamo stati insieme neanche un mese rimango sempre stupito. Mi ha presentato a tutti i suoi amici, feste in piscina, progetti, dichiarazioni non richieste. Poi un giorno mi ha detto che secondo lui io mi stavo facendo coinvolgere troppo e lui non voleva responsabilità … e comunque pensava ancora al suo ex. Appena sono uscito di casa mi ha scritto: “Scusa”.


  • Cosa vuoi dirgli?
    Scusa il cazzo.”
    Che è anche l’ultimo sms che gli ho inviato.

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